Alcune anime hanno occhi che dormono. Si impigliano fra le pieghe delle cose che li circondano e stanno lí, a osservare macchine e persone senza troppi giri di parole. Gli altri occhi stanno a guardare, vibrano del suono di un milione di sguardi, non contano le mattonelle e se ne fottono; delle linee, del loro ordine bianco e nero , delle buche, degli intoppi. Decidono di rischiare. Si giocano una risata. E noi ? Magari non saremo mai famosi, e i nostri polsi rimarranno scordati e le nostre parole non avranno mai senso. Eppure staremo qua, a camminare sulle fughe come bambini, a giocare a paradiso con le nostre giornate spaiate come calzini. C’è n’è staremo qui a guardare e penseremo che dietro ogni naso c’è un profumo nascosto e che dietro ogni ogni iride si nasconde una lacrima gelosa. Che in ogni ventre che incontriamo uno si e uno no, giace un figlio che un giorno sarà una persona e che non sappiamo cosa è domani, ma che sappiamo cosa è stato ieri e poco importa. C’è n’è staremo qui e accetteremo di essere quello che siamo. Un pendolo che oscilla fra amore folle e abbandono, fra speranza e distruzione. E saremo contenti. Saremo contenti al nostro modo scontento, bizzarro, che ci fa ridere di tutto e ci fa scrivere pagine e pagine di sogni in provetta, di quelli pronti per l’uso, a portata di penna. Ce ne staremo qua come adesso, a rigirarci fra le mani tazze di caffè che sanno di lunedì mattina, le iridi aperte come giardini, i brividi della gioia aggrappati alla stanza. E non ce ne importerà più niente degli occhi che dormono perché Perla ha gli occhi verdi e una vita da cercare, un paio di occhiali che non mette e una strada tutta sassi.